Bivongi, Reggio Calabria

Il comune di Bivongi, in provincia di Reggio Calabria, è situato nella Vallata del fiume Stilaro, alle pendici del Monte Consolino, in una zona intensamente coltivata a vite.
È situato a cavallo tra le province di Catanzaro e Vibo Valentia.
La sua posizione strategica, incastonata tra i monti circostanti, è stata un’utile protezione contro gli attacchi da parte dei pirati nel corso dei secoli.

La sua storia inizia intorno al secolo XI, come riportato su alcuni documenti conservati presso la biblioteca apostolica vaticana. Il suo nome, prima Bubungi, poi nel XVI secolo Bofongi e Bivungium, viene fatto derivare dal greco, con il significato di “terra dei buoi”.

Il primo documento che attesta l’esistenza di Bivongi è il Brebion (riassunto breve) del 1050, in cui vengono descritte le proprietà dei monasteri del luogo, e che testimonia la presenza dell’attività dell’allevamento del baco da seta.

L’antica Bivongi sarebbe nata da due precedenti centri abitati: Mangiuni, in cui era presente il monastero di San Nicola risalente al periodo bizantino, e Abatìa e Casale dove si trova la Chiesa dello Spirito Santo.
Inizialmente dipendeva dal Monastero dell’Arsafia  e con l’arrivo dei normanni, passò sotto il controllo di Stilo. Intorno al 1094, le terre di Bivongi furono donate alla Certosa di Serra San Bruno e restarono alla sua dipendenza per circa 7 secoli.
Nel 1806, con l’arrivo dei francesi, Bivongi divenne comune autonomo.

Gli elementi di maggior pregio del patrimonio storico-artistico appartengono all’architettura sacra. La sua culture è infatti legata soprattutto alla presenza sul territorio dei monaci greci ortodossi.
Bivongi rappresenta un interessante itinerario turistico – religioso in qualsiasi periodo dell’anno.

Passeggiando per le vie del centro di Bivongi, si può notare come ad ogni angolo siano visibili le impronte che ne raccontino la storia.
Il centro storico ripropone la struttura di un antico borgo medievale: le vecchie abitazioni disposte l’una di fianco all’altra, sono rivolte verso il lungofiume. Numerose case conservano ancora i caratteristici cortili e i bellissimi “portali”.

Il patrimonio storico-culturale è certamente una delle risorse più importanti di Bivongi. Particolarmente incisivo è stato il periodo bizantino, con la forte influenza dei monaci bizantini che dimostra l’affermarsi nella cultura locale di un forte senso religioso e che ha dato luogo ad una ricchezza di chiese. Nell’intero territorio comunale spiccano importanti esempi di architettura religiosa.

Molto nota è la Basilica di San Giovanni Theristis dell’XI secolo, restaurata nel 2002, capolavoro dell’arte bizantino-normanna. Al suo interno si trovano alcuni affreschi realizzati in stile bizantino del XIII secolo, ma purtroppo il più bel dipinto, una tela raffigurante la Madonna col Bambino, è stato rubato. Recentemente è stato ripristinato il monastero con la presenza di alcuni monaci ortodossi.

A circa un chilometro di distanza, su una collina, si trovano i ruderi del Monastero dei Santissimi Apostoli. Prima dell’anno 1000, questo monastero era una fattoria con cappella annessa del monastero dell’arsafia. Sotto il dominio dei Normanni, passò alla certosa di Serra San Bruno, diventandone una succursale, e quando Bivongi divenne comune, il vecchio monastero decadde. Dalla collina dei ruderi si gode di un magnifico panorama.

I lavori di costruzione del Santuario di Maria Santissima Mamma Nostra, durarono circa due secoli. A metà dei primi lavori strutturali essa fu demolita, poiché distrutta dal terremoto del 1783. Nel 1995 la chiesa venne dedicata a Maria Santissima Mamma Nostra ed elevata a Santuario.
I festeggiamenti in onore di Maria Santissima Mamma nostra si svolgono due volte all’anno: il 5 febbraio e la seconda domenica di settembre.

Nell’alto corso della fiumara Stilaro, presso il vallone Folea, si trova la cascata del Marmarico che con i suoi 120 metri rappresenta la cascata più alta dell’Appennino Meridionale e che è tra le Meraviglie Italiane. Per raggiungere la cascata, bisogna superare due sorgenti d’acqua potabile, un ponte di ferro e cemento e un ponticello di legno.

A Bivongi si trovano edifici storici protetti dall’Ecomuseo delle ferriere e fonderie di Calabria, che riguardano la presenza dell’industria metallurgica e siderurgica del comune.

  • La Centrale Idroelettrica Guida risale al 1913 e restò in funzione fino al 1952.
    I Bagni di Guida sono un antico centro termale nei pressi dello Stilaro. Le sue acque erano chiamate “Acque Sante” per le loro virtù terapeutiche-medicamentose. Il centro moderno nacque intorno al 1850 e rimase attivo per 1 secolo.
  • Il “Mulinu do Furnu” fu costruito dai monaci cistercensi per frantumare la galena, che poi in seguito era fusa nel forno. Si hanno notizie di questo mulino sin dal XIII secolo.
  • L’Antica Ferriera era adibita alla produzione di cannoni e granate, sui cui resti è rimasta una Conceria risalente al 1900.
  • Miniera Garibaldi
  • Mulino do Regnante
  • Albergo delle Acque sante, sorto nei primi del 900 vicino allo stabilimento termale dei Bagni di Guida.
  • Le Ferriere Arcà e Azzarera.
  • Il Villaggio Siderurgico del XV secolo, in località Chiesa Vecchia, in cui sono presenti i resti di altiforni e macchinari per la lavorazione siderurgica.
  • Centrale idroelettrica Marmarico, costruita nel 1926.

Fino a qualche anno fa era ancora efficiente una conceria per la fabbrica di pelli e cuoi. Altra tradizione di Bivongi era rappresentata dalle famiglie lavoratrici della cera, “i Cirari”, che fabbricavano ogni tipo di candele.

Numerose le Associazioni presenti, centri di animazione e di crescita per la vita sociale  e culturale del paese.

L’elemento fondamentale della tradizione gastronomica di Bivongi è il vino, attorno al quale ruota una storia secolare caratterizzata da una produzione di rilievo di Bivongi DOC.

Sono presenti a Bivongi anche molte strutture ricettive e ristoranti con bontà tipiche locali.

Numerose sono le alternative per il tempo libero, sportivi e naturalisti: le escursioni botaniche, le passeggiate ecologiche, le arrampicate su roccia, il trekking, la pratica del parapendio, le esplorazioni geologiche e molto altro.